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A cura di Claudio Varagnoli
Testi di Lucia Serafini e Claudio Varagnoli
Italia da salvare è il titolo di una raccolta di scritti di Giorgio Bassani rivolti alla difesa del paesaggio e delle città, che a sua volta riprendeva la parola d’ordine lanciata da “Italia Nostra” negli anni delle vigorose denunce delle devastazioni apportate al patrimonio artistico italiano: gli anni delle tante campagne lanciate da personalità come lo stesso Bassani o come Antonio Cederna, ma anche dell’impegno di alcune amministrazioni orientate al salvataggio di parti importanti del nostro Paese.
Quegli anni e quell’impegno vuole rievocare l’iniziativa concretata in questo volume, che raccoglie e sintetizza il lavoro svolto nelle aule universitarie attorno al tema del restauro del patrimonio architettonico dell’Abruzzo. Non si tratta di una schedatura esaustiva e sistematica: i rilievi riguardano casi a volte emergenti, a volte assolutamente “normali”, proprio nella banalità delle forme di degrado e di abbandono che caratterizzano l’edilizia storica in Italia. Non si troveranno quindi schedature, né mappature che cerchino di rendere quantitativamente lo stato di fatto, ma piuttosto l’indicazione di singoli episodi, la maggior parte dei quali assolutamente sconosciuti, che nel loro complesso tracciano un ritratto delle condizioni effettive del patrimonio edilizio diffuso nella regione.
Molti degli edifici presentati sono oggi nelle stesse condizioni di degrado illustrate dai disegni; altri sono addirittura scomparsi, anche a pochi anni dall’indagine; altri ancora, come la villa Caffè a Pescara, restaurati secondo criteri e obiettivi che ne hanno alterato irrimediabilmente materiali, tipologie, finiture. Né tutti i casi presentati evidenziano, d’altronde, forme egualmente gravi di deterioramento. Si va da ruderi appena leggibili o sommersi dalla vegetazione, a edifici abbastanza ben conservati che giacciono tuttavia in una condizione di dimenticanza o sottovalutazione. Uno degli obiettivi di questa pubblicazione è infatti quello di fornire alle amministrazioni pubbliche uno strumento per almeno poter individuare gli esempi di una civiltà architettonica che meritano di essere parte integrante dei programmi di sviluppo delle comunità locali. È la situazione ben descritta da Giorgio Manganelli in La Favola pitagorica, testo che raccoglie esperienze di viaggio con osservazioni acute sulle diverse identità regionali e urbane, dove le pagine dedicate all’Abruzzo sottolineano l’accumulo di un tempo inconsapevole che caratterizza la regione:
“Tutto l’Abruzzo è intriso di tempo; è un luogo che lentamente si spoglia del proprio passato, che custodisce una storia difficile, scabra. Vi sono città antichissime, come Atri, città antiche, come Sulmona, città meno antiche come L’Aquila, ma in tutte il tempo perdura con una pazienza, una lenta ostinazione che affascina. Non è il tempo elegante e ciarliero della bella Toscana, non il tempo cerimonioso e paludato di Roma fastosa, ma un tempo che sa di vecchio e insieme di inveterato, un tempo disadorno e severo, ancora un tempo entro cui soggiornano silenzio e solitudine. Il tempo diventa qui mura grigie di poderose costruzioni. Sebbene il tempo sia pervasivo, esso è anche un tempo anonimo. L’Abruzzo è fitto di luoghi senza nome, torri di cui si è dimenticato senso e costruttore, di castelli diruti in cui non sembra mai siano stati abitanti degni di memoria” (da Giorgio Manganelli, La favola pitagorica. Luoghi italiani, Milano 2005, capitolo Lenta ostinazione del tempo, p. 142).
Ma il quadro che risulta da questa prima indagine mira anche a fornire un’immagine diversa del patrimonio architettonico, inteso come tessuto continuo di rapporti, tanto in orizzontale, fra sub-aree regionali e regioni contermini, quanto in verticale, fra le tipologie di base e quelle specialistiche o fra i generi “alti” dell’architettura colta e quelli “bassi”, contaminati con le esigenze dell’abitare e del produrre. La conoscenza di questa rete, almeno in itinere, si inserisce nell’ottica del restauro preventivo, un concetto enunciato da Cesare Brandi fin dal 1963 e fra i più ricchi di conseguenze teoriche e operative fra quelli messi a fuoco dallo storico senese. Sulla stessa linea metodologica si mosse in seguito Giovanni Urbani, con il Piano pilota per la conservazione programmata dei beni culturali in Umbria, del 1975, fino al prodotto più recente e innovativo, la Carta del rischio del Patrimonio culturale, lanciata nel 1987 e avviata concretamente nel 1990. È necessario, tuttavia, per regioni prive di grandi centri come l’Abruzzo, approfondire la ricerca sul campo, proprio per fornire nuovi riferimenti alla mappatura del patrimonio e dei rischi che esso corre nella situazione attuale. Si propone quindi al lettore un voyage pittoresques, come quelli degli antiquaires nella Francia post-rivoluzionaria, frutto di un’inchiesta condotta da studenti e docenti di una università italiana per rendere un territorio consapevole della propria storia e per fornire ulteriori strumenti di azione ad amministratori e decision makers.
Indice del volume
Introduzione di Claudio Varagnoli
Abbreviazioni
La rete del patrimonio architettonico in Abruzzo: costruzione, degrado, restauro di Claudio Varagnoli e Lucia Serafini
1. “Tutto l’Abruzzo è intriso di tempo” (C.V.)
2. L’edilizia tradizionale abruzzese: quadro generale (C.V.)
3. L’edilizia civile: borghi e case rurali (L.S.)
4. Architettura fortificata (L.S.)
5. Architettura religiosa (L.S.)
Note
Schede
Architettura civile
Architettura fortificata
Architettura religiosa
Riferimenti bibliografici
Luoghi
Atessa (Ch) Porta S. Giuseppe
Bomba (Ch) Borgo e chiesa di S. Antonio al Ponte
Caramanico (Pe) Chiesa di S. Maria delle Grazie
Carapelle Calvisio (Aq) Case nel borgo antico
Castelvecchio Calvisio (Aq) Edifici in via del Forno
Castiglione a Casauria (Pe) Villa de Petris Fraggianni e casa colonica
Celenza sul Trigno (Ch) Torre della Fara
Cerqueto (Te) Casa con gafio
Città Sant’Angelo (Pe) Chiesa di S. Maria di Monte Vergine
Fara Filiorum Petri (Ch) Chiesa dell’antico monastero di S. Eufemia
Gessopalena (Ch) Il borgo antico e le case rupestri
Lanciano (Ch) Fontana Grande di Civitanova
Lanciano (Ch) Villa D’Elce Chiesa di S. Maria del Pozzo
L’Aquila Chiesa di S. Paolo di Barete
Lettopalena (Ch) Chiesa di S. Nicola di Bari
Loreto Aprutino (Pe) Torre Casamarte
Montorio al Vomano (Te) Convento dei Cappuccini
Mosciano S. Angelo (Te) Chiesa di S. Filomena
Moscufo (Pe) Chiesa di S. Antonio
Ortona (Ch) Chiesa della Madonna della Pace
Ortona (Ch) Torre Baglioni
Penne (Pe) Collerotta Chiesa di S. Vincenzo
Pescara Villa Caffè
Pescina (Aq) Chiesa di S. Berardo
Pescosansonesco (Pe) Chiesa della Madonna delle Grazie
Pettorano sul Gizio (Aq) Case in località Conca
Pianella (Pe) Chiesa di S. Nicola
Rapino (Ch) Torre del Colle
Ripa Teatina (Ch) Torre Aragonese
Ripa Teatina (Ch) Torre Bucciarelli
Rocca Calascio (Aq) Il borgo antico
Roccamontepiano (Ch) Monastero di S. Pietro
S. Demetrio de’ Vestini (Aq) Chiesa di S. Balbina e del Ss. Crocefisso
S. Pio delle Camere (Aq) Chiesa di S. Antonio
Sulmona (Aq) Chiesa di S. Maria di Roncisvalle
S. Valentino in Abruzzo Citeriore (Pe) Villa Baiocco
Tossicia (Te) Il borgo e le case
Vasto (Ch) Casino della Maddalena.
ISBN 978-88-88138-12-1






