€ 18.00

 

Lama dei Peligni, dal Confino al Campo di Concentramento 
Daniela Spadaro 
 

Questo volume è derivato da una tesi di laurea specialistica dell'Autrice, rielaborata, affinata nell'impianto interpretativo e approfondita negli aspetti legati soprattutto alle fonti. Siamo davanti ad un lavoro condotto con serietà. Gli eventuali limiti che potrebbero evidenziarsi alla lettura sono legati alla complessità delle questioni analizzate e all'esordio dell'autrice con gli strumenti e i metodi della ricerca storica "sul campo". Il libro che il lettore ha tra le mani appare però, una delle dimostrazioni di come gli esiti dei percorsi accademici possano a volte condurre non a sterili fogli rilegati, quasi sempre destinati a rimanere chiusi nel cassetto, bensì a frutti culturali utili e interessanti, che contribuiscono in ogni caso allo sviluppo delle conoscenze storiche su vicende dimenticate, non abbastanza sviscerate oppure tradizionalmente male intese.
L'Autrice si è impegnata con passione civile accoppiata ad una qualche acribia storiografica, svolgendo una meritoria fatica di studio e spendendo una curiosità da ricercatrice su di un tema rilevante non soltanto dal punto di vista storico, ma anche sotto il profilo dell'etica civile, della memoria collettiva, delle origini medesime della vicenda democratica e repubblicana del nostro paese (tutte componenti, va detto, che difettano assai nella nostra attuale società, in questa Italia triste nella quale ci troviamo a vivere, così ignorante, sottoposta ad un revisionismo storico che sta progressivamente tagliando le radici della democrazia repubblicana e la rende dimentica del proprio passato, quindi più fragile dal punto di vista del tessuto connettivo della propria cittadinanza, più esposta ad avventure politico-istituzionali o a derive plebiscitarie pericolose).
Gli argomenti trattati nel volume hanno anche ricadute sul piano dell'attualità politica. Basti aver avuto (e avere) occhi attenti e cervello pronto sulle polemiche politiche degli ultimi anni, saper leggere dietro gli accadimenti, informarsi sulle cronache anche di questi giorni, per comprendere bene come e quanto sia ancora così difficile oggi in Italia rapportarsi in modo corretto e civile al dissenso politico.
Alcuni recenti volumi hanno confermato come nel nostro paese, in età contemporanea, si siano intrecciate due situazioni speculari. Da un lato, ci si è abituati a considerare gli avversari politici come "nemici", esasperando fino all'estremo la normale dialettica tra partiti, movimenti, istituzioni; dall'altro lato, si fa sempre più fatica a confrontarsi con il dissenso, politico e sociale. Il potere, in Italia, non ha voluto e saputo - e non vuole e non sa, soprattutto oggi, nell'attuale congiuntura che si svela sotto i nostri occhi mentre scrivo queste brevi note - distillare ed elaborare espressioni pubbliche di dissenso che sono l'autentico sale della democrazia. Il potere non sa confrontarsi con esse, non detiene la capacità culturale di guardare dentro le ragioni di chi non si uniforma al pensiero dominante, di chi pratica il senso critico tipico di cittadini attivi e partecipi della cosa pubblica, ergo muove e organizza pratiche di cittadinanza consapevole, conservando l'abitudine a nuotare, almeno quando ciò appaia necessario, contro corrente.
Una democrazia senza dissenso non la dobbiamo augurare a nessuno. Dobbiamo anzi auspicare la presenza di un dissenso continuo, motivato, intelligente, perché sarebbe il segno migliore della salute costituzionale di un paese. In modo speculare, dovremmo avere d'altro canto la capacità di saperlo affrontare, di saper fare i conti con esso. Tanto più un regime è meno democratico, quanto più mostra difficoltà, irritazione, reazione, spesso coercizione, nei confronti dei liberi e dissenzienti al proprio interno.
D'altronde, la repressione, il controllo, il rifiuto del dissenso politico vengono da lontano, hanno una lunga storia alle spalle. In questo libro, viene alla luce proprio una vicenda di repressione del dissenso politico che ha attraversato, in modo spesso trasversale, regimi e tempi diversissimi tra loro in molti aspetti, ma non nell'approccio verso forme non omologabili di scelta politica e sociale (fossero anche solo di non adesione, senza giungere ad atti di aperta opposizione). L'Autrice ha qui il merito di delineare, pur brevemente, questa ampia e articolata dimensione temporale, benché non sia semplice dominare un tema così vasto, provando a cimentarsi in un excursus storico (ma direi anche filosofico-politico) sulla repressione e i rapporti del potere rispetto al non conformismo.
Partendo da simili premesse, il regime dittatoriale impiantato in Italia dal fascismo nel cuore del secolo XX può rappresentare nel volume un fondamentale caso di studio. Coniugando in modo stimolante il piano nazionale (vale a dire le varie prassi di repressione del dissenso messe in opera dal fascismo nelle varie fasi della sua parabola) con la dimensione locale di un fenomeno di così larga portata (attraverso le ricerche, anche inedite d'archivio, sul confino di polizia di Lama dei Peligni, un paese di notevoli tradizioni civili posto alle falde della Majella Orientale nella provincia di Chieti), l'Autrice ci conferma oltremodo che è valsa la pena cimentarsi nella fatica dello scrivere per far conoscere.

 

Enzo Fimiani
Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea

Indice
Presentazione di Enzo Fimiani
Introduzione

CAPITOLO I
I precedenti storici della repressione del dissenso politico

I.1 L'alterità in prospettiva storica

I.2 Gli istituti giuridici della repressione dei nemici
dell'ordine pubblico

CAPITOLO II
L'esperienza costituzionale fascista: le leggi fascistissime

II.1 Le trasformazioni dello stato liberale e l'evoluzione totalitaria

II.2 La legislazione repressiva del fascismo: polizia politica, confino, soggiorno obbligato, internamento

II.2.1 La polizia politica negli anni '30

II.2.2 Il Confino di polizia: sviluppo della normativa

CAPITOLO III
Fascismo e controllo sociale

III.1 La costruzione del consenso di massa
III.2 Le categorie politiche e sociali dei confinati

CAPITOLO IV
Il confino e il campo di concentramento a Lama dei Peligni, 1936-1942

IV.1 Il contesto storico: gli anni precedenti il conflitto
IV.2 Il luogo
IV.3 I documenti
IV.4 Gli anni del conflitto: il campo di concentramento
IV.5 Storie nella storia: le testimonianze orali

Fonti archivistiche, on line, audiovisive, fotografiche
Bibliografia

 

Prezzo attuale: € 18.00
Dimensions: 17 cm × 24 cm
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